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Arte e storia

Il nome Bonate Sotto deriva dall'appellativo di un proprietario Bonus, con l'aggiunta di sotto o inferiore. Il termine Bonate può però fare anche riferimento alla bontà del terreno coltivabile, cioè terrae bonae; il suffisso at, comune a molti nomi di località lombarde, è di origine ligure-celtico, ed ha quindi resistito alla colonizzazione romana e della lingua latina.

Il paese si trova all'interno dell'area denominata Isola in quanto delimitata dai fiumi Adda a ovest e Brembo a est. Il suo territorio è bagnato su tutto il confine orientale dal fiume Brembo, mentre da nord a sud è percorso dai torrenti Lesina e Dordo.

La superficie del comune è posta a una quota media di circa 215/20 mt sul livello del mare; ha una conformazione pressochè pianeggiante tranne che per alcune depressioni naturali causate dall'erosione del Brembo e della Lesina. Il terrazzo anticamente già abitato, chiuso tra Brembo e Lesina, su cui sorge la chiesa di Santa Giulia, è in stretta connessione col passaggio del Brembo che qui si allarga in un ampio alveo adatto al guado. A tali favorevoli condizioni si deve probabilmente la lunga frequentazione della stretta lingua di terra di Santa Giulia, dove, oltre a presenze preistoriche e romane, sono rilevabili imponenti e suggestivi ruderi di un insediamento longobardo.

Archeologia

L'ara romana

Bonate Sotto, posto a Sud del ben conservato cardine centuriale Mapello-Bonate Sopra - Bonate Sotto, restituì nel secolo scorso due epigrafi, ambedue di notevole interesse, l'una perché relativa a un edificio sacro, l'altra perché connessa a una sepoltura, e perciò topograficamente ubicabile.
 
La prima lapide fu scavata sotto la casa del parroco nel centro di Bonate nel XVIII secolo; conservata per qualche tempo presso la casa di Pietro Mazzoleni in Bergamo, passò poi al Museo Archeologico, dove è tuttora esposta.
 
Si tratta di un'ara sacra del I-II sec. d.C. nella quale si commemora la dedica di una statua e di un tempio, da parte di M. Vettienus Marcellus, ad una divinità che, malgrado la difficoltà di lettura della prima riga dell'iscrizione, è identificabile con Silvano:

 
(silvano)
 signum  
et AEDEM pro BENE adorato numine
M(arcus) vettienus marcellus
votum SOLV(it)
L(ibens) M (erito)

 

L'urna funeraria

Se l'ubicazione del rinvenimento coincide con l'ubicazione originaria dell'ara e quindi del relativo edificio sacro, dobbiamo pensare all'esistenza, nel luogo in cui sorse in seguito la chiesa parrocchiale, di un edificio di culto a Silvano, divinità campestre che, per assimilazione ad un'antica divinità dei boschi di tradizione preromana, fu particolarmente venerata nella Gallia transalpina e subalpina. Questa di Bonate è tuttavia dedicata da un cittadino romano dotato dei tria nomina.
Nei pressi della chiesa romanica di S. Giulia esisteva, in età tardo - romana, un'area sepolcrale.
Lo attesta una piccola urna con epigrafe rinvenuta — narra il Maironi da Ponte nel suo Odeporico — scavando nei pressi della chiesa e successivamente sistemata su un capitello dell'edificio, dove tuttora si conserva.
 
L'urna in marmo, recante un motivo di pelta inciso su uno dei lati a vista, conteneva le ceneri e frustoli d'ossa avvolte in una stoffa intessuta con fili d'oro conservatisi e osservati dagli scopritori.
La sepoltura era di una bambina di undici anni di nome Tiziana, come recita l'epigrafe:


 
romanae titianae quae VIXIT ANN(os) XI M(enses) VI D(ies) XII

 

 

P.zza Duca d'Aosta, 1 - 24040 Bonate Sotto (Bg) - Tel. 035-4996011
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